Chi tace acconsente… (me lo ha detto il computer)

small_454903080Leggendo questo articolo comparso sul sito web de Il Messaggero, si evince che Facebook stia sviluppando un motore di Intelligenza Artificiale per elaborare dei pattern in modo da individuare se un nostro post visibile al pubblico potrebbe danneggiare la nostra reputazione.

È infatti ben noto di come abbondino foto di persone in stato di ubriachezza o sfoghi contro altri conoscenti e colleghi solo perché ci si ritiene protetti dal finto separé che è il nostro monitor, post imbarazzanti e che a volte creano problemi proprio perché il nostro monitor non è un muro ma una finestra sulla piazza più grande del mondo.

Cosa c’è dunque di sbagliato in questa iniziativa del colosso dei Social Network? Apparentemente niente, tecnicamente va tutto a nostro vantaggio ma alla lunga si potrebbero generare dei paradossi.

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Privatezza dei dati nel web

Il modello di fruizione della rete cui comunemente facciamo riferimento si basa sulla pubblicità mirata.
I servizi forniti da Facebook, Google, Yahoo ecc… solitamente sono gratuiti per l’utente finale. Tuttavia il fatto di essere gratuiti non significa che l’utente non debba dare nulla in cambio.
Quello che l’utente fornisce, in cambio della fruizione del servizio, sono i propri dati e le proprie abitudini sulla cui collezione e scansione si basa la selezione automatica delle pubblicità mirate da mostrare all’utente stesso.
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Informazioni personali e social network

Quando ci registriamo ad un servizio, lasciamo determinati dati utili ad identificarci. Qualche servizio richiede più dati degli altri ma il concetto è che, tolti i dati obbligatori che il servizio richiede per confronti legali ecc…, la restante parte di informazioni personali sono immesse a discrezione dell’utente. Solo l’utente ha la capacità di immettere propri dati nel sistema.

Ovviamente questo ultimo punto doveva pur andare a farsi benedire con i social network! 🙂

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Capacità elaborative

Qualche notte fa stavo implementando alcune funzionalità sul prototipo di un programma e, una volta conclusa la programmazione, ho deciso di mostrare il risultato a degli amici caricando un video sul mio profilo Facebook.
Avevo la compattina montata sul treppiedi così decido di girare il video con quella. Mentre svolgo alcune attività sono sempre solito ascoltare della musica; che c’entra con questo articolo? Lo vedrete.

Una volta terminate le riprese accedo al social network e carico il video. Terminata la fase di upload, definisco tutti i parametri del filmato e attendo il completamento delle attività di elaborazione. Attendo poco, erano le 2:00 del mattino e per quanto le due possano essere del mattino era notte fonda, così decido di staccare.

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