Tastiera supporto per Tablet Android

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl tablet è comodo e leggero ma quando lo uso a casa la softkeyboard proprio non riesco a sopportarla (neanche quando lo uso fuori riesco a sopportarla ma si fa un sacrificio in nome della compattezza).

In ogni caso almeno per l’utilizzo in casa, oggi ho risolto costruendomi un supporto al volo (che dovrò comunque rifinire) e che gia ora fa il suo dovere.

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Mettere in sicurezza Android (parte 3) – App Locker

In un dispositivo mobile, come uno smartphone o un tablet, possono essere contenuti i dati di login dei servizi cui accediamo principalmente, oltre che ovviamente posta elettronica e altri dati sensibili e privati.

Proteggere questi dati è una priorità in questo tipo di computer che, essendo piccoli e soprattutto creati per la mobilità, sono soggetti maggiormente ad essere persi, rubati o cumunque a subire un accesso fisico da parte di un possibile malintenzionato.

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Roguelike, ogni dispositivo Android dovrebbe averne uno!

Di coloro che hanno giocato a NetHack o qualche altro roguelike, pochi sono tornati indietro… e coloro che sono tornati indietro lo hanno fatto bestemmiando. 😀

Citazione trovata in questo blog:
A differenza del fatto che la grafica di NetHack pare primitiva rispetto agli standard attuali, il gameplay dei giochi di oggi appare primitivo di fronte allo standard di  NetHack

I roguelike, ovvero i giochi simili a Rogue, sono giochi di ruolo all’apparenza scarni e semplici al punto che nelle versioni classiche non richiedono grafica: il player è rappresentato da una @ e un drago da una D. La verità è che a differenza della grafica che per le versioni adatte ai puristi è praticamente assente, c’è un lavoro spesso anche ventennale sulle meccaniche di gioco. Immaginate quindi un gioco sviluppato da più di vent’anni i cui sforzi si sono tutti concentrati sulle meccaniche: ci si può aspettare di tutto! Soprattutto se dopo qualche partita ci si comincia a chiedere se, di questi 20 anni, magari 15 sono stati dedicati a come far morire il giocatore in condizioni molto bizzarre (vedi YASD)  come una indigestione. Una volta addirittura un mago mi spara qualcosa di infuocato ed io, forte della mia resistenza al fuoco, non mi ero curato del fatto che le pozioni che portavo nelle ampolle di vetro erano andate in ebollizione facendo esplodere il contenitore, uccidendomi nella deflagrazione. -_-”

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Mettere in sicurezza Android (parte 2)

Nel precedente articolo abbiamo analizzato i settaggi base per aumentare la sicurezza del nostro terminale Android. Ora vedremo come controllare che un software faccia solo quel che è necessario ai nostri scopi, tentando di limitare, per quanto possibile, l’installazione di malware o software con funzionalità non richieste.

Prima di tutto occorre andare a vedere come lavora il software android. Tutto il software android viene eseguito da una java virtual machine chiamata Dalvìk o meglio: ogni volta che lanciamo una app, viene creata una istanza della vm Dalvik che fornirà l’ambiente operativo per il processo richiesto. Pertanto possiamo dire che ogni applicazione viene eseguita in una sandbox e pertanto le restrizioni applicate da questa architettura ad un processo in esecuzione complica enormemente la possbilità di compromettere l’intero sistema da parte di un malware o da parte di una app crashata.

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