Privatezza dei dati nel web

Il modello di fruizione della rete cui comunemente facciamo riferimento si basa sulla pubblicità mirata.
I servizi forniti da Facebook, Google, Yahoo ecc… solitamente sono gratuiti per l’utente finale. Tuttavia il fatto di essere gratuiti non significa che l’utente non debba dare nulla in cambio.
Quello che l’utente fornisce, in cambio della fruizione del servizio, sono i propri dati e le proprie abitudini sulla cui collezione e scansione si basa la selezione automatica delle pubblicità mirate da mostrare all’utente stesso.

Questo approccio, pertanto, fa si che i vostri dati debbano necessariamente essere accessibili almeno a programmi di advertisement e quindi in nessun modo possono essere memorizzati in forma cifrata, appunto perché le aziende guadagnano su di voi ed in cambio vi forniscono il servizio da usare gratuitamente, spazio infinito per memorizzare le foto, i video ecc…

In pratica, se prima si pagava un abbonamento per ottenere un indirizzo di posta elettronica, ora lo si baratta in cambio dei propri dati da elaborare per mostrarci pubblicità basata sui nostri gusti.
Google, che di recente ha deciso finalmente di aumentare la sicurezza dei propri servizi introucendo il protocollo https di default, memorizza messaggi di posta e quant’altro in chiaro nei propri server ed utilizza un canale di comunicazione cifrato tra il vostro pc e la sua rete.
Google non può rinunciare alla scansione delle vostre email perché altrimenti non funzionerebbe il modello di busyness da cui trae i maggiori introiti e la stessa cosa avviene per le ricerche o per ogni vostro dato che transita per un loro servizio.

Per molti questa situazione non sarà delle migliori, soprattutto chi tiene alla propria privacy considererà tale modello estremamente rischioso ed invasivo; purtroppo la maggior parte dei servizi “consumer” adotta questa strategia, anche se la sensibilizzazione del grande pubblico verso il tema della privacy è di molto aumentata e sempre più internauti chiedono che i provider di servizi diventino sempre più attenti sul tema della privatezza dell’informazione

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