Social network e profilazione

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuando navigate su un social network come facebook o twitter, quando visitate siti web ed usate app e servizi sul vostro smarphone lasciate una traccia inequivocabilmente, a meno di non usare tool e strategie di anonimato. Questa traccia vi descrive, definisce voi stessi ed i vostri gusti, siano essi commerciali, politici, sessuali, religiosi. La vostra vita nella rete è lo specchio della vostra vita reale.

Con l’uscita di Facebook Graph Search, fra poco disponibile anche in Italia (VAI ALL’ARTICOLO), in molti hanno potuto saggiare le potenzialità della profilazione, in una microscopica parte, aggiungo io, rispetto a quello che sarebbe possibile fare con i dati che loro possiedono e cui gli utenti normali non hanno accesso.

Ogni volta che scrivete qualcosa, che taggate qualcuno, che condividete o mettete un “Like” su un determinato post o immagine, sarete indissolubilmente legati ad essa. Ed anche rimuovendo le vostre preferenze per renderle inaccessibili ai web surfer normali, non potrete mai essere sicuri di averle rimosse definitivamente dai server del servizio che state utilizzando. All’atto pratico, oggi mettete un Like sulla Bibita Amara alla Melma Verde e se questa due anni dopo diviene illegale sarà sempre possibile verificare che voi ne eravate entusiasti… e sarà possibile verificarlo anche fra un secolo perché gli uomini dimenticano, i computer no! (Quelli programmati bene 😀 ).

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Prendete ad esempio il like su un’immagine di un tizio che spacca una vetrina. Per voi è solo un’immagine ma il sistemista di un social network potrebbe dare a quell’immagine una certa serie di tag comportamentali: “vandalismo, rivolta” ad esempio (ora sto inventando ma chi vi dice che non sia fattibile? Tecnologicamente lo è). A quel punto sarebbe possibile etichettare tutti i favorevoli a quell’immagine come vandali o rivoltosi. Una cosa simile è infatti accaduta con F.G.H. come descritto nell’articolo linkato sopra. Ma anche scattare una foto con un certo dispositivo e poi caricarla potrebbe dare chiaramente segno dei vostri gusti in termini di fotocamere così come tutti gli altri possibili oggetti interfacciabili con la rete ed il web.
Tutte le azioni quindi che partono, arrivano o transitano da un nostro terminale sono effettivamente loggate ed i social network sono particolarmente strutturati per associare le azioni alle persone più che agli ip!
Se avete un minimo di conoscenze base, ad esempio, vi invito a visualizzare il sorgente di un link ad un video o ad una pagina web esterna in facebook. Noterete che il link non è http://www.miosito.fuuu ma http://www.facebook.com\/l.php? seguito dall’indirizzo effettivo della pagina web. La stessa cosa potete verificarla cliccando con il pulsante destro su un link cercato con google: non vi copierà il link effettivo al vostro sito ma un indirizzo passante per i server di google. In questo caso è presumibile sospettare che cliccando su un link attraverso facebook, google ecc… la vostra azione venga associata al vostro profilo.

Ora immaginate che tutti i dati che inviate e ricevete da ogni servizio che utilizzate possano essere incrociati tra di loro: il risultato è che è possibile definire la vostra persona meglio di quello che voi sapete di voi stessi.

Purtroppo interessi economici come anche di “controllo” non vi restituiranno mai una rete in cui avere il controllo diretto dei propri dati, essi sono troppo importanti in un mondo globalizzato econo-centrico.
Strategie per proteggere la propria identità virtuale ce ne sono molte, più o meno complesse da adottare, c’è poi la variante drastica di rinunciare all’utilizzo di determinati servizi ma questo è quasi un suicidio digitale al giorno d’oggi. Se quindi siete intenzionati a continuare la vostra esperienza nel web senza protezioni tecnologiche per la privacy, il firewall migliore che potete utilizzare e che dovreste utilizzare a priori è il cervello! Ovvero, non lanciate nel web dati che non desiderereste essere memorizzati perpetuamente in un server.
Volete rendervi conto di quanto il sistema sa di voi? Fate un giochino, cercate voi stessi o cose che vi appartengono sul web, perdete una serata a fare ricerche su voi stessi e pensate che quella è solo la punta dell’iceberg pubblica che un malintenzionato potrebbe usare contro di voi senza muoversi dalla scrivania. Sotto quel layer c’è un mare di dati che vi riguardano ed ai quali voi non avete accesso.

Sogni d’oro 🙂

 

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