Roguelike, ogni dispositivo Android dovrebbe averne uno!

Di coloro che hanno giocato a NetHack o qualche altro roguelike, pochi sono tornati indietro… e coloro che sono tornati indietro lo hanno fatto bestemmiando. 😀

Citazione trovata in questo blog:
A differenza del fatto che la grafica di NetHack pare primitiva rispetto agli standard attuali, il gameplay dei giochi di oggi appare primitivo di fronte allo standard di  NetHack

I roguelike, ovvero i giochi simili a Rogue, sono giochi di ruolo all’apparenza scarni e semplici al punto che nelle versioni classiche non richiedono grafica: il player è rappresentato da una @ e un drago da una D. La verità è che a differenza della grafica che per le versioni adatte ai puristi è praticamente assente, c’è un lavoro spesso anche ventennale sulle meccaniche di gioco. Immaginate quindi un gioco sviluppato da più di vent’anni i cui sforzi si sono tutti concentrati sulle meccaniche: ci si può aspettare di tutto! Soprattutto se dopo qualche partita ci si comincia a chiedere se, di questi 20 anni, magari 15 sono stati dedicati a come far morire il giocatore in condizioni molto bizzarre (vedi YASD)  come una indigestione. Una volta addirittura un mago mi spara qualcosa di infuocato ed io, forte della mia resistenza al fuoco, non mi ero curato del fatto che le pozioni che portavo nelle ampolle di vetro erano andate in ebollizione facendo esplodere il contenitore, uccidendomi nella deflagrazione. -_-”

Insomma, se avete brama di esplorare dungeon e mondi fantastici, se avete la pazienza di non bestemmiare al primo pony che vi uccide con una scalciata e se non avete il complesso dei 20000 poligoni e normal mapping, il vostro dispositivo Android può diventare la porta dei sogni.

I roguelike che ho testato sul mio tablet (Mediacom 855i da 8″ ) sono tre:

NetHack

(GOOGLE PLAY)

E’ il pezzo forte! Lo consiglio e lo straconsiglio, in primis perché è NetHack, ovvero il titolo di riferimento su qualsiasi piattaforma. Semplice per chi non è abituato a curarsi eccessivamente della creazione del personaggio ma incredibilmente vasto per situazioni che possono accadere. Sono anni che gioco a NetHack ed anche se onestamente i miei Barbari hanno trovato sempre una buona tomba durante la ricerca dell’amuleto di Yendor, non mi ha ancora stancato e ad ogni partita mi intrattiene sempre di più. La versione linkata è fenomenale: ben strutturata soprattutto nei controlli e contiene la versione classica oltre a diversi “tileset” che cambiano la grafica rendendola più comprensiva di numeri e lettere.

Ovviamente per giocare dovrete leggere necessariamente il guidebook: http://www.nethack.org/v343/Guidebook.html
altrimenti non ci capirete nulla e la partita media non supererà il primo o il secondo livello del dungeon.

ROGUE

(GOOGLE PLAY)
Rogue è il capostipite… tutto è cominciato con Rogue e di conseguenza è di fatto il più semplice anche a livello di meccaniche. Non dovrete preoccuparvi di creare un personaggio, avrete meno grattacapi e soprattutto una volta che scenderete di un livello nel dungeon non potrete più tornare indietro.
Insomma è la semplicità estrema. La versione linkata sopra propone questo gioco in veste originale e quindi senza possibilità di scegliere una grafica oltre i “caratteri” @ ecc… come anche una personalizzazione abbastanza minima dell’interfaccia che è una softkeyboard lievemente ristrutturata (non ho provato con una tastiera fisica).
Il gioco è molto bello e talvolta anche veloce, divertente e spensierato rispetto a NetHack. Però dovrete essere pronti ad immergervi in una atmosfera vin… trintage. 😀

Quì avrete sicuramente meno grattacapi di NetHack ma il manuale è d’obbligo! Non potete sfuggire ad una sua consultazione. Guardate la tastiera del vostro PC e pensate che ogni tasto è un comando opportuno. Cosa fa la s e la S e la D e la E e la q? Se non sapete rispondere a queste domande è meglio che non cominciate a giocare senza avere al fianco un foglio che vi spieghi tutto.

ANGBAND E VARIANTI

(GOOGLE PLAY)
Quì siamo all’estremo! Quello che ho linkato sono le varianti Sangband e TOME (Troubles of Middle Earth). Sono varianti di Angband che già di per se è un roguelike molto complesso con un meccanismo di quest e un mondo esterno oltre al “Dungeon” che in questo caso diventano i vari dungeon dispersi per il mondo.

Personalmente ho provato TOME che ha una ambientazione basata sul Signore degli Anelli. A livello di comandi condivide poco e niente con NetHack e Rogue ed il  tutto è più complesso e GDR-like. Se siete giocatori di ruolo esperti probabilmente da TOME avrete il massimo gradimento e corrispettiva frustrazione in caso di “incidenti” al vostro personaggio; perché oops! ho dimenticato di precisarvi che, a meno di barare con manovre “esoteriche” sui files, l’unico modo di salvare e ricaricare la partita è, più o meno, uscire dal gioco e rilanciarlo. Questo significa che una volta che il vostro personaggio muore dovete dirgli addio! Vedrete tanti grandi eroi vestiti di armature di Mithril cadere sotto i colpi di una indigestione da montone avariato conservato male!

ToME è eccezionale. La versione sopra linkata, come anche Rogue che ne condivide la base implementata, pare progettata appositamente per uno smartphone a livello di controlli. Forse su un tablet da 7″ orientato come “portright” (in verticale)  dà il massimo secondo me, mentre NetHack ha i controlli costruiti per andar bene praticamente ovunque.

Ovviamente tali giochi girano su PC da trenta e più anni, io vi ho linkato le versioni android poiché mi hanno piacevolmente colpito e NetHack soprattutto non mi ha fatto sentire troppo la mancanza della tastiera fisica specialmente nei movimenti ma anche in tutti i comandi.

Ora sta a voi trovare la vostra strada, nella Terra di Mezzo oppure alla ricerca dell’unico amuleto di Yendor negli oscuri Dungeons of Doom o alla ricerca di preziosi tesori custoditi dai Nani nelle Gnomish Mines. Una cosa è certa, non mancheranno i pericoli!
Sarà un ritorno ad essere bambini, a giocare anche con la fantasia ma soprattutto… state attenti ai tesori trovati e soprattutto agli oggetti magici! Si narra che molti di essi siano maledetti e portino sventura al proprio portatore…

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