Realtà, percezione, contatto

adamQuando si assiste al lancio di una nuova tecnologia si assiste frequentemente a scene di entusiasmo, magari al limite del delirio, per il nuovo giocattolino presentato da questo o quell’altro colosso dell’informatica. Qualche giorno fa invece ho assistito a qualcosa di diverso: non acclamazione per la tecnologia ma acclamazione per il personaggio creato attraverso quella tecnologia.

Regola, un amico e blogger di cultura e intrattenimento giapponese/orientale,  mi ha linkato un paio di video di un concerto olografico. All’apparenza nulla di fantascientifico sul lato puramente tecnologico se non che la scena mi ha colpito particolarmente.

Prima di parlarne comunque date un’occhiata al video:

Ora che avete visionato il filmato potreste pensare che non si tratta ne del primo e ne del più recente ed avanzato concerto olografico ma la particolarità è nell’interazione tra il personaggio virtuale e i “suoi fans”. Gli spettatori interagiscono, acclamano e richiedono l’attenzione della protagonista come se ella fosse reale ed effettivamente senziente. Parelo scenario dell’incipit di un romanzo sulla realtà virtuale, con l’unica differenza che non siamo noi ad immergerci nel mondo creato al computer ma è un avatar programmato a sconfinare nel nostro mondo. Più che realtà virtuale è meglio assimilabile ad un concetto di realtà aumentata ovvero aggiunte sintetiche (consentitemi il termine) alla realtà sensoriale, ben tollerate dalla percezione umana.
Prima di continuare, però, è interessante sapere qual’è il fenomeno nipponico dietro l’essere virtuale del video e su quale tecnologia si basa, e ve lo farò spiegare direttamente da Regola che conosce bene la cultura nella quale questo spettacolo è integrato.

HATSUNE MIKU (di Regola)
Il fenomeno delle “idol” è quasi strettamente giapponese, ragazzine che ballano, cantano e recitano fino a quando, avvicinandosi i trent’anni devono reinventarsi o perdere il loro pubblico. Dagli anni ’80 a oggi ne sono comparse miriadi in videogiochi, anime e manga ma il successo di tutte è irrimediabilmente terminato: l’idol eterna, che non invecchia, che non consuma tabacco o da vita a scandali è sempre stato uno dei sogni di otaku e appassionati di j-pop, fino a quando nel 2007 la Crypton Future Media acquista il Vocaloid 2, il sistema di simulazione vocale creato dalla Yamaha campionando la voce di Saki Fujita, che verrà ricordata più per questa collaborazione che per qualunque cd o ruolo di doppiatrice. Bastò recuperare dei costosissimi pannelli Dilad (http://www.diladscreens.com/#/type-t40si/4535927828), dotarsi di musicisti, coreografi e programmatori per iniziare a creare Hatsune e il suo repertorio, e negli anni si sono avvicendate tantissime persone per dare il loro contributo. Cito in particolare Ryo e il suo progetto Supercell che usa proprio la vocaloid come cantante per il suo primo disco, ed alcune delle canzoni di quel cd sono tra le preferite dei fan. Da allora i concerti in estremo oriente ma anche negli Stati Uniti hanno sempre registrato il tutto esaurito, e Hatsune è approdata anche nel mondo dei “rhythm game”, dei fumetti, degli anime e del cosplay insieme alla sua band. Il fenomeno è in continua espansione, nascono tutt’ora per mano di appassionati e professionisti video di altre idol virtuali con reportorio proprio o cover di artiste realmente esistenti, ma solo Hatsune Miku detiene il primato di essersi esibita di fronte a un pubblico reale.
Quando mi chiedono perchè così tante persone vengono trasportate durante un concerto di Hatsune Miku, ricordo spesso che non esiste niente di più bello che essere in mezzo a persone che condividono la tua stessa passione, e che sono presenti per lo stesso motivo: divertirsi. Fondamentalmente, penso non sia troppo diverso dall’aver fuso cinema e musica.

IL PARADOSSO DI NEO
Torniamo a noi, ora che sapete a grandi linee chi è Hatsune Miku e “come funziona” voglio porre un’altra questione.
Conoscete Matrix? Assumo di si se siete interessati ad i temi trattati in questo weblog, altrimenti investite 100 minuti della vostra vita e rimediate a tale mancanza. 😀
Sia Neo che Miku sono personaggi di fantasia, su questo non c’è dubbio. Ma chi dei due esiste di più? Immaginate Miku con integrate funzioni di IA complesse ed interazione sensoriale, immaginatene una versione androide o una interfaccia celebrale che possa consentire una interazione sensoriale tra lei o qualsiasi altro “sintetico” e noi umani. In questo scenario il personaggio di Neo rimarrebbe sempre un personaggio di fantasia perché al massimo ci si potrà trovare davanti a Keanu Reeves o ad un altro attore che lo impersona mentre la Miku sintetica sarebbe strutturata dello stesso identico codice, della stessa anima con la quale è stata creata nel mondo virtuale. Insomma sarebbe proprio lei, un programma in Terra, bit di informazione, proiezione su schermo olografico o circuiti e valvole pneumatiche ma pur sempre “originale”. D’altronde tra i presenti al concerto linkato sopra sono sicuro che non avrei fatto fatica a trovare 10 persone disposte a parlare con l’ologramma (se questo avesse implementate avanzatissime funzionalità di intelligenza artificiale); sarebbe diverso che parlare con Keanu Reeves vestito da Neo, perché lui non è Neo ma solo il suo interprete al contrario dell’ologramma di Miku che è Miku stessa.
Forse nella nostra percezione della realtà c’è sempre più spazio per le infiltrazioni virtuali. Ogni giorno aumentiamo la realtà attraverso diverse tecnologie e creiamo intorno a noi una Matrix ben integrata con i nostri sensi. Ed in fin dei conti, quando saremo in grado, oltre che di vedere e sentire, anche di toccare e dialogare con una entità sintetizzata al computer essa diventerà a tutti gli effetti un elemento costituente del nostro segmento di realtà percepita. Miku in un certo senso, con il progredire della tecnologia, diventerà sempre più reale pur non basandosi su alcuna entità biologica. Magari attraverso la 15esima versione dei GoogleGlasses potremo interagire con una serie di collaboratori virtuali ed in qualche modo il nostro cervello li accetterà come entità reali. Oggi ci arrabbiamo con un programma che va in crash, domani ci litigheremo attivamente, chissà. 🙂
In quel video insomma, ho visto nel comportamento dei presenti un ulteriore passo verso l’integrazione della Matrice all’interno della nostra realtà. Ci ho messo parecchia fantasia, è vero ma anche un pizzico di pazza lungimiranza. 🙂

Grazie Regola per avermi linkato un video e tolto il sonno per un paio di notti. xD

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