Ebook e DRM: troppe limitazioni

Dicono che il libro elettronico sia il futuro. Dicono che il libro elettronico sia più comodo. Dicono che con il libro elettronico puoi fare cose che non puoi fare con un libro cartaceo. Non ti dicono che il DRM in realtà ridicolizzi questa tecnologia e la snaturi dell’essenza stessa che è la virtualità, la separazione netta tra l’informazione ed il medium che la contiene!

Per avere un libro sul tablet ho scelto di acquistare la versione ebook de Lo Hobbit. Ovunque ovviamente ho trovato la versione protetta da DRM e sono stato al gioco. Nonostante sia comunque un sostenitore e ampio fruitore di tecnologia libera, non demonizzo i meccanismi di protezione di software e contenuti commerciali. In teoria neanche un meccanismo di DRM sarebbe il male assoluto, quando questo però non va a limitare pesantemente le capacità di una tecnologia.

Ma torniamo alla mia esperienza. Sin dall’inizio ho subito ricevuto qualche buon pugno in faccia: infatti dovevo scegliere se acquistare la versione ePub o la versione PDF.
Avete capito l’ironia? Io no! Perché diavolo devo scegliere il formato? Cosa c’è di sbagliato nell’averlo in entrambi i formati? Su un lettore leggerò meglio in ePub e su un altro dispositivo andrà meglio il PDF, che senso ha questa scelta nell’ottica di un libro virtuale? Un libro cartaceo rimane impresso sulla carta, se voglio un tascabile ed una edizione rilegata dovrò comprare due libri e pagare ovviamente anche la differenza di qualità ma nell’ottica di un libro virtuale? Ha ancora senso far scegliere tra due diversi formati? IMHO la risposta è un secco no!

L’ebook sembrava avere le stesse limitazioni di un libro cartaceo in un contesto dove la virtualità dovrebbe essere oltre queste barriere, sarebbe ridicolo essere costretti ad acquistare due volte lo stesso volume per averlo in diverso formato digitale, è una presa in giro! Ma questo era solo l’antipasto.

Dal sito, ovviamente, una volta effettuato l’acquisto non si ha accesso al file contenente il libro ma si scarica un file di licenza che contiene tutti i dati necessari a scaricare il libro. E chi dovrebbe leggere questi dati e garantirmi la fruizione del contenuto acquistato?
Adobe…
Eh? La adobe? che diavolo c’entra? Devo creare un account AdobeID (o comunque autenticare il dispositivo presso i server Adobe) per leggere un libro che ho acquistato altrove? E tra virgolette usare il programma Adobe Digital Edition?
Inoltre, per il meccanismo del DRM, devo collegare all’AdobeID il dispositivo… questo principalmente è il guaio del DRM:

  • Ti mettono limitazioni sui contenuti “ad editorem”
  • Si fanno un pacco di “fatti” nostri (Adobe in un colpo solo mantiene traccia del libro che ho acquistato e mantiene anche traccia dei dispositivi che mi appartengono e che sono autorizzati ad accedere al contenuto acquistato)
  • Volendo, come già accaduto, potrebbero anche togliermi il diritto di leggere il libro perché magari quel libro “non devo leggerlo”.

Uno spettacolo!
Ma il tran tran per arrivare ad aprire quel libro sui miei device non era niente. Ovviamente ad un AdobeID puoi collegare un numero limitato di device, 6 se non sbaglio. Di conseguenza continuano a limitarti ciò che è il libro virtuale. L’ebook che è la scissione del contenuto dal supporto significa che quel contenuto può rimbalzare dalla rete ad un computer, ad uno smarphone, ad un lettore digitale, a quello che volete.
Quando un libro diventa virtuale significa che le parole prendono letteralmente il volo, si scollegano dalla carta e da tuto ciò che può imbrigliarle. Invece il DRM arriva quì a metterle in gabbia di nuovo, più brutalmente di prima.

L’industria vuole solo aumentare il profitto ma non la libertà. Questo è il problema che ci ha sempre tappato le ali: non ci fanno usare la tecnologia per quel che vale davvero.
Una volta ho letto un articolo di un signore che si compiaceva del fatto che poteva sottolineare il testo ed annotarlo come avrebbe fatto (anzi meglio) su un libro cartaceo. Io ieri ho provato a copiare un piccolo testo per incollarlo su un editor di testo, ovviamente il DRM mi ha bloccato questa operazione. Dunque? All’anno 2013 devo ancora copiare a mano un testo per la paura degli editori che io possa minacciare i loro guadagni?

  • devo acquistare più versioni del libro per avere diversi formati
  • devo dare i miei dati alla Adobe, che non c’entra nulla con il negozio dove ho fatto l’acquisto, per poter fruire del libro che ho già pagato. Come se vai in libreria, compri un libro e il libraio, al posto del testo, ti da un “buono” e ti manda a ritirare il libro da un altro tizio cui devi dare tutti i tuoi dati per ricevere il tanto agognato testo…
  • posso leggere il libro su un massimo di 6 dispositivi, che non è un numero irragiungibile ad oggi.
  • non posso copiare ed incollare il testo del libro, neanche una piccola porzione o una citazione (non comprerò mai un ebook tecnico o accademico protetto da DRM)
  • ho dovuto identificare i miei computer al gestore del DRM che ora dispone di una relazione tra la mia persona fisica, i miei dispositivi di calcolo ed i contenuti che ho acquistato.
  • non posso prestare o regalare il libro a nessuno se il sistema non lo consente.

Vi rendete conto di quanto questo sia ridicolo? Una persona vuole leggere un libro ed il DRM gli complica la vita senza per altro ampliare le capacità che sono “naturali” di un contenuto testuale digitale ai livelli che la tecnologia consentirebbe. Poi si dà del talebano a Stallman ma basterebbe ragionare un po’ su tutta la meccanica di fruizione di un libro protetto da DRM per capire che i vantaggi che porta rispetto ad un libro cartaceo non ne compensano poi gli svantaggi.

Leggere libri e testi liberi dove le parole sono scollegate a tutti gli effetti dal mezzo fisico, consente di usufruire di tutti i vantaggi che la virtualità può garantire.
Alle condizioni attuali del DRM per me il libro elettronico non è soddisfacente!

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