Mettere in sicurezza Android (parte 2)

Nel precedente articolo abbiamo analizzato i settaggi base per aumentare la sicurezza del nostro terminale Android. Ora vedremo come controllare che un software faccia solo quel che è necessario ai nostri scopi, tentando di limitare, per quanto possibile, l’installazione di malware o software con funzionalità non richieste.

Prima di tutto occorre andare a vedere come lavora il software android. Tutto il software android viene eseguito da una java virtual machine chiamata Dalvìk o meglio: ogni volta che lanciamo una app, viene creata una istanza della vm Dalvik che fornirà l’ambiente operativo per il processo richiesto. Pertanto possiamo dire che ogni applicazione viene eseguita in una sandbox e pertanto le restrizioni applicate da questa architettura ad un processo in esecuzione complica enormemente la possbilità di compromettere l’intero sistema da parte di un malware o da parte di una app crashata.

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Source code

code_da_smallIn un articolo apparso su tuxjournal si parlava di un ipotetico futuro in cui GNU/Linux fosse diventato closed source: gli utenti del pinguino su quali software avrebbero potuto contare, dato che più nessun utente ormai si preoccupa di compilare i programmi partendo dai sorgenti?

A parte che l’articolo è volutamente provocatorio ed è più un’indagine per vedere se gli utenti sono disposti ad usare un software meno all’avanguardia pur di tutelare la propria libertà. Anche perché la GPL impedisce di fatto che si possa chiudere un programma come linux o comunque non si può impedire che da linux nascan nuovi fork liberi.
In ogni caso, in questo articolo vorrei parlare dei sorgenti software. E’ attualmente una pratica attuabile nella quotidianità quella di ricompilare il software che si desidera installare sulla propria linux box?

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Approcci al sistema e memoria virtuale

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Stavo scambiando dei messaggi con un amico, mi chiedeva se: contrariamente a quanto suggeritogli dalla rete poteva disabilitare il file di paging di Windows poiché così facendo aveva notato un notevole incremento delle prestazioni del suo sistema.
Di conseguenza io, anziché dirgli di farsi gli affari propri e campare nella tranquillità lasciando gestire a Windows certe questioni gli ho chiesto tre semplici cose:

  • sai cos’è il file di paging?
  • hai molta ram?
  • che carico di processi hai sul sistema abitualmente?

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