Realtà aumentata

Era inevitabile che ne parlassi prima o poi. 😀
La realtà aumentata, intesa come tutte le tecnologie che consentono di aggiungere informazioni alla nostra percezione della realtà è uno degli aspetti chiave di quello che rappresenta la connessione al Cyberspazio, alla Matrice se vogliamo (non necessariamente intesa con l’accezione tendenzialmente negativa del film Matrix).

Guardavo un video di Google di qualche mese fa in cui BigG di Mountain View ipotizzava una interfaccia ad occhiali per permettere di integrare la rete nello spazio-tempo fisico (https://www.youtube.com/watch?v=Vb2uojqKvFM). Il concetto è quello di agganciare la rete direttamente ai nostri sensi. Interfacce di augmented reality sono attualmente implementate negli smartphone e nei tablet o altri dispositivi mobili per permetterci di geolocalizzare informazioni. Ad esempio è possibile ottenere informazioni su un monumento inquadrandolo con la fotocamera dello smartphone (integrando ovviamente i dati posizionali e direzionali attraverso il GPS), oppure è possibile inquadrare un palazzo ed ottenere l’elenco degli appartamenti concessi in locazione.
Tuttavia uno smartphone è comunque un dispositivo esterno, la vera sfida è “aumentare la realtà” integrandola strettamente in noi.

Il primo passo per diventare androidi?

Immaginate di avere un dispositivo integrato o anche un paio di lenti a contatto con nanocomputer all’interno. Il concetto con cui si reperirebbero informazioni sarebbe totalmente sconvolto. La strada casa-ufficio sarebbe interamente gestita da un programma come anche chiedere informazioni o magari guardare l’orologio. Non si avrà più un orologio, esso sarà costantemente presente nel nostro campo visivo come nell’angolo in basso a destra del monitor del pc.

Connessioni di luce nel Cyberspazio – La pubblicazione di questa foto è stata gentilmente concessa da Chiara Proietti che ne detiene tutti i diritti di Copyright

Anche se a tutti gli effetti siamo umani e non abbiamo un “braccio bionico o un cervello positronico”, le nostre meccaniche mentali verrebbero decisamente influenzate dal sistema elettronico non meno di come un cellulare ha sancito il condizionamento della vita dalla fine degli anni ’90 ad oggi.

È un male dunque? Non so, sicuramente è una scelta. Ovviamente interfacciarsi con un sistema e renderlo partecipe della propria vita è “tanto più un male quanto più il sistema potrebbe, un giorno, non essere disponibile”: come avere un trasporto basato sul petrolio è un problema nel momento in cui il petrolio finisce, allora non si sarà più in grado di vivere come si viveva al tempo delle automobili e purtroppo non sarà possibile neanche tornare al precedente stile di vita senza un sacrificio enorme.

Dall’altro lato la realtà aumentata potrebbe essere un sogno; immaginate di incontrare un ragazzo muto, tramite una interfaccia neurale potrebbe trasferire il suo pensiero al sintetizzatore vocale del vostro computer o, in uno scenario ancor più prossimo alla realtà, la telecamera sui vostri occhiali potrebbe riconoscere la lingua LIS e tradurla in parole così come il microfono sugli occhiali dell’altro potrebbe captare le vostre parole e tradurle sullo schermo in LIS attraverso un agente virtuale.
Ma questo sistema potrebbe anche abbattere le barriere comunicative tra stranieri o connettere due persone, fisicamente separate, nello stesso luogo. Insomma i segnali luminosi imprigionati nei cavi della rete verrebbero liberati nello spazio esterno e sarebbe l’unione dei due Sistemi: quello fisico e quello del Cyberspazio.

Eppure questo mi darebbe da pensare a quanto la nostra vita fisica potrebbe essere invasa da pubblicità mirate, messaggi subliminali e richieste invasive ovunque, direttamente proiettate sui nostri sensi. Sarebbe il caos! La realtà aumentata è un grande potere e “ad un grande potere corrispondono grandi responsabilità” (secondo uno)… ed anche “grandi seccature”. (secondo un altro 🙂 )

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4 thoughts on “Realtà aumentata

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