Internet e Anonimato una favoletta!

Moltissime persone usano internet, specialmente il web, come fosse una specie di scatola che fornisce le informazioni che chiedono, senza sapere effettivamente come viaggiano le richieste e le informazioni che inoltrano e ricevono.

Proviamo a spiegarlo con un po di esempi. Tali esempi non saranno proprio corretti a livello tecnico ma dovrebbero funzionare.

Il nostro PC è come la nostra casa. I siti internet sono invece i negozi del paese. Questo paese è però un po’ strano perché le vie in realtà sono corridoi e, ad ogni incrocio, c’è una porta.
Quando noi chiediamo una pagina web non facciamo altro che partire da casa, arrivare al negozio, chiedere la pagina web che ci interessa e aspettare che il fattorino dal negozio ce la porti a casa.
Per arrivare al negozio partiamo da casa e, ad ogni incrocio, firmiamo un registro che attesta che siamo passati di lì dopodiché un vigile ci aprirà la porta del prossimo corridoio che dobbiamo prendere per evitare il traffico ed arrivare quanto prima al negozio.

Quando finalmente arriviamo al negozio, chiediamo la pagina che ci serve e il commesso segnerà l’ordine su un registro insieme al nostro indirizzo in modo che il fattorino possa sapere dove recapitare la pagina web. Bella storia fin quì, vi sarete accorti che avete lasciato il vostro nome o indirizzo da parecchie parti. 🙂
Non solo! Il negoziante dove avete richiesto la pagina web vi lascia spesso anche qualche cookie da portare a casa, una specie di foglietto di carta dove di volta in volta scrive  cosa vi piace, cosa avete comprato ecc… Questo foglietto di carta, se non lo buttate quando tornerete a casa, il commesso ve lo richiederà alla prossima visita al negozio per ricordare meglio i vostri gusti.

Tutto questo scrivere e registrare cosa fate e dove andate è anche una prerogativa degli sportelli d’informazione (i motori di ricerca) che sono delle casupole che avete vicino casa dove andate a chiedere il nome del negozio che ha la pagina web del latte o il nome dell’ufficio postale dove andare a leggere le lettere. Quando andate a chiedere qualcosa a questi sportelli vi ritrovate sempre pieni di depliant pubblicitari e qualche volta vi attaccano anche addosso un adesivo con il loro nome… sono fastidiosi! -_-”

Per non parlare dei venditori ambulanti che mentre siete alla posta a prelevare le email si mettono davanti al postino (che vi sta parlando) per vendervi una torcia solo perché ha visto che avete in tasca il bigliettino (cookie) del negozio di torce e pensa che vi serva.

È tutto molto invasivo e caotico, per questo molti scelgono di strappare i bigliettini che attestano che siete stati in quel negozio oppure bloccare il commesso prima che possa scriverli.
Alcuni addirittura si chiedono, perché il negozio di pagine web deve sapere che sono io a chiedere certe cose e perché ad ogni maledetto incrocio devo lasciare una firma sul registro e dire al vigile dove sono diretto… per non parlare degli uffici informazione che ti attaccano adesivi dietro la schiena: che rabbia!

Al che entra in gioco l’anonimato, ovvero delle tecniche per ridurre il numero delle proprie tracce nella rete di negozi ed incroci. Una tecnica basa è attraverso l’utilizzo di server proxy. I server proxy sono negozi particolari che non vendono direttamente una pagina web. Funzionano così: voi partite da casa e anziché andare dal negozio dove hanno le pagine web del latte, vi dirigete ad un negozio proxy. Ovviamente vi registreranno fino all’arrivo al negozio proxy. Una volta arrivato chiedete al commesso, gentilmente, di andarvi a prelevare la pagina web al negozio del latte, andrà lui per voi!
Quindi sarà il commesso del negozio proxy ad andare al negozio che vi serve e ci metterà lui la faccia e discuterà lui con i venditori ambulanti al posto vostro. Certo che usare un negozio proxy è molto lento: pensate che anziché andare a prendere il latte direttamente dovete prima andare da lui (spesso è molto lontano da casa il negozio proxy), poi aspettare che il commesso del proxy vada a prendere la pagina web al posto vostro e tornare indietro. Dopodiché con la pagina in mano dovrete tornare a casa. Ci metterete una giornata per prendere il latte ma almeno non ci siete andati di persona.
Qualche furbo ha chiesto ad un proxy di andare a fare una rapina per lui. Il commesso del proxy c’è andato ed ha portato al furbo la refurtiva. Il furbo pensava di averla fatta franca ma anziché il giorno stesso, la polizia è arrivata ad arrestarlo il giorno dopo perché prima è andata di corsa dal proxy ed il commesso del proxy ha detto che gliel’aveva chiesto il furbo.

Ma il proxy non è il solo modo  di essere anonimi. Un altro pare sia ancor migliore e si tratta dell’Onion Routing, TOR in pratica. Funziona così, sempre in soldoni.
Vi serve il latte! Anziché andare al negozio del latte a prenderlo, scrivete su un foglietto “Voglio il latte” e lo portate ad un negozio TOR. L’impiegato TOR N.1 lo prende e lo mette in cinque scatole a matrioska, ciascuna chiusa con un lucchetto. Su ogni matrioska c’è scritto il nome dell’impiegato TOR che ha il lucchetto per aprire la matrioska. Quindi questa matrioska sigillata viaggia con il messaggio scritto da voi nell’ultimo contenitore. Ogni impiegato TOR apre una scatola con la sua chiave privata, legge l’indirizzo del prossimo TOR e gli porta il tutto. L’ultimo impegato TOR aprirà l’ultima matrioska e leggerà il biglietto, così andra lui a prendervi il latte. Preso il latte lo metterà in altrettante scatole una nell’altra sigillate che faranno il percorso all’inverso fino a raggiungere l’impiegato N.1.
L’impiegato TOR da cui siete andati all’inizio, il N.1 aprirà l’ultima matrioska: quella che contiene il latte e vi darà il latte. È un bel giro e, dato che la richiesta del latte era inserita nella scatola più interna della matrioska, a sapere che cercavate il latte sarai solo tu, l’impiegato N.1 che ha confezionato la richiesta e l’impiegato N.5 che ha aperto l’ultima matrioska ed ha letto il messaggio “Voglio il latte”. Gli impiegati TOR N.2,3,4 hanno solo aperto la loro scatola ed hanno trovato un’altra scatola con scritto l’indirizzo del prossimo impiegato sia all’andata che al ritorno.
Purtroppo anche quì il furbo ha tentato di fare rapine ecc… chiedendolo agli impiegati TOR ma la polizia ha comunque chiesto in giro e spiato gli impiegati N.1 e 5 (gli unici ad aver letto i messaggi originali) ed alla fine è riuscito ad arrestare il malfattore.
Detto questo, chi non sapeva le nozioni di routing, cookies, spam, proxy ed onion routing forse si è fatto una minima idea di come funzionano e di come le nostre tracce vengono o meno lasciate nei meandri della rete mentre chi queste nozioni già le sapeva probabilmente ora avrà la mente parecchio confusa. 😀
Il concetto che mi preme ribadire, la morale della favola insomma, è che quando si è in rete è come andare a spasso in una città dove le persone ti vedono piuttosto che essere protetti dal monitor come un muro invisibile.

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