Smartphone, cosa potrebbero fare e non fanno?

C’è una cosa che mi lascia sempre stupito quando assisto ai deliri collettivi di persone che alla presentazione di uno smartphone si esaltano letteralmente dinanzi a demo apparentemente estasianti. Queste persone hanno mai fatto un paragone tra l’hardware del dispositivo e quello che il dispositivo fa?

Più che altro certe manifestazioni mi sembrano le stesse che avrei esternato io vedendo Worms su uno StarTac, quando il software che effettivamente gira su uno smarphone è più paragonabile a Snake su un nokia 3310 (ok! bello… ma nessuna magia dietro il cofano). Il fatto che abbia la forma di un telefono non implica che effettivamente lo si debba concepire come un telefono che fa cose inimmaginabili. Uno smartphone è un computer a tutti gli effetti, ha l’architettura di un computer e la potenza di un computer, quindi potenzialmente dovrebbe fare cose che io quattro anni fa non potevo fare sul mio pc migliore ed invece è il contrario e gli utenti applaudono per le poche cose che le case produttrici gli consentono di fare a dispetto di un potenziale enorme di questi dispositivi.

Riflettete un attimo sulle specifiche di un sistema del genere: sono sistemi dual core e quad core con centinaia di megabyte (anche 1GB o più) di ram e decine di gigabyte di memoria di massa, completi di periferiche I/O tra cui un monitor ad alta risoluzione e foto/videocamere ed un ampia gamma di periferiche di connessione di rete.
Nel mio piccolo, neanche cinque anni fa, usavo un sistema che era potente esattamente 1/4 (un quarto) di uno smartphone attuale ed anche attualmente il mio personal computer non arriva ad eguagliare quelle caratteristiche ma sin dal Pentium4 1,2GHz con il pc potevo fare molte più cose che con lo smartphone. Qual è la scusa dunque?

L’hardware c’è ed è incredibilmente potente, l’architettura è ben ottimizzata ma a livello software è tutto bloccato e limitato. Perché qualora lo desiderassi non mi ci fai installare sopra il sistema operativo che voglio senza tentare di impedirmelo o senza rompermi le scatole circa la garanzia? Per la “integrazione”? Che cacchio significa? :S
Mettetevi nei miei panni: un giorno decido di acquistare uno smartphone di punta, lo prendo… è bello! Lo uso ed è molto potente però poi devo tornare a casa e per fare qualcosa di serio e lavorare devo usare un computer “più lento” di quell’aggeggio. :O

Non sarebbe più “avanzato” tornare a casa, mettere lo smartphone (ribadisco più potente del mio pc) sulla scrivania e pigiare il pulsante “Collega a monitor e tastiera”?? D’altronde le tastiere esterne già si vendono e gli smartphone possono collegarsi con televisioni ecc… per visualizzare i film. Dunque dov’è il problema di usare uno smartphone come un minipc? Non vi piacerebbe vedere un video pseudo-futuristico dove un tizio fa esattamente quanto ho appena scritto?
Beh, sorpresa! A livello puramente tecnologico non ci sarebbe alcun impedimento, il problema è che il software è progettato per far si che questi aggeggi non vengano sfruttati a fondo, tablet compresi! Ed il contratto con cui vi legate all’azienda vi impedisce in ogni modo di migliorare il palmare che comprate.

Prendiamo ad esempio Windows 8, è composto da due parti: una è l’interfaccia Modern o come si chiama lei e l’altra è l’interfaccia classica usabile per chi deve far girare software classico e senza le limitazioni di un modello stile smartphone. Non sarebbe giusta una cosa simile anche sullo smartphone? Quando sono in giro lo uso con sistemi ottimizzati per la mobilità e le interfacce integrate mentre quando sono a casa lo collego a schermo, mouse e tastiera e passo a lavorare con i programmi classici su una interfaccia più consona ad un pc. Manca l’hard disk? Ma non è un problema, prendi un NAS che attacchi al router o un hard disk esterno che colleghi direttamente ad un dock del dispositivo… suvvia cose del genere esistono già. C’è persino la cloud.

Questa volta non sto inventando granché, non parlo neanche del futuro prossimo perché, strategie di mercato a parte, sarebbe tutto realizzabile attualmente e con la tecnologia di cui disponiamo. Quel che manca è invece la volontà di portare avanti la libertà che un computer può dare e sostituire tutto questo con dispositivi intoccabili e preconfezionati che ti fanno vivere perennemente in una sandbox.
Stessa cosa vale per i micro computer con sopra Android che hanno la forma, le dimensioni e la potenza di uno smartphone e possono essere già impiegati come pc da salotto; potrebbero fare molto di più! È l’OS il collo di bottiglia! E questo lo si vedrà presto quando il compare più prossimo di questi System on a Chip: Raspberry Pi, darà prova di cosa è in grado di fare un computer da 30€ costruito con una tecnologia simile all’hardware di uno smartphone (molto ma molto meno potente di questi ultimi) ma progettato per farci girare sopra un sistema operativo completo come GNU/Linux (attualmente Debian).

Per tutto il resto, c’è Clementoni.

EDIT: vedo che appunto non sono l’unico che continua a pensarla in questo modo 🙂
NEXPHONE

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